Tango Bohème



CON:
REGIA: Cecilia Herrera
ANNO: 2015/16

NOTE DI REGIA:

spettacolo di Cecilia Herrera
 
testi di Nicola Viceconti
regia di Manfredi Gilmetti
 grande orquestra dal vivo
4 coppie di ballerini 
Cantante Cecilia Herrera
narratore Manfredi Gilmetti

 

Questo lavoro nasce dalla considerazione di: Tango come ballo, genere musicale, emozione, respirazione, comunicazione tra corpi, energia, abbraccio, palpitazione. Bohème come stile di vita non convenzionale di artisti, poeti, scrittori, musicisti ed attori. Da queste due radici profonde nasce lo spettacolo Tango Bohème, voce di un’espressione popolare e artistica che comprende musica, danza, parole e canzoni; dove l’arte denuncia e supera le convenzioni imposte da una società emarginante, una prigione che avvilisce la fantasia, la volontà, l’immaginazione e oblia ogni scintilla nella superficialità e nel vuoto. Proprio come dei Bohemièn ribelli che si pongono in sistematica opposizione ad ogni valore e costume per ritrovare una forma di libertà, gli artisti di questo spettacolo tra parole, musica e danza passano dal repertorio più tradizionale del Tango (Canaro, D'arienzo, Di Sarli, Troilo, Pugliese) fino ad arrivare ai compositori più contemporanei (Piazzolla, Stampone, Rovira, a Hager), unendo Cuartetango e La Bordona in un’orchestra di nove elementi: pianoforte, violino, viola, violoncello, contrabbasso, tastiera, flauto traverso, bandoneòn e le percussioni di Gabriele Gagliarini. Quattro coppie di ballerini rappresenteranno la genesi di emozioni millenarie: dalla malinconia della perdita alla relazione tra dolore e gioia attraversando l’ira, la tenerezza, la virilità, la femminilità, il fallimento e il successo. Ad arricchire il tutto ci sarà la voce di Cecilia Herrera con la regia e le parole di Manfredi Gelmetti.

 

VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=hppKsRpVAT8

Ricordiamo che il tango è la testimonianza storica e culturale di un paese complesso come l’Argentina, ma è anche e soprattutto l’espressione di un lirismo universale, nutrito di sentimenti eterni come la malinconia, la nostalgia, la sensualità, la passione, la rabbia. “Il tango – diceva Borges –è un pensiero triste messo in musica”. Il tango nasce alla fine del diciannovesimo secolo all’interno di un processo di immigrazione che vede milioni di europei riversarsi nelle città argentine, dove si stabiliscono anche molti i gauchos, i quali abbandonano il loro tradizionale nomadismo per cercare fortuna nei centri urbani. L’etimologia del termine, ancora incerta, sottende una serie di ipotesi interpretative gravide di suggestioni e rimandi, tra cui quello alla cultura africana. Il tango nasce quindi dall’incontro di culture e genti diverse. Tuttavia esso si è ormai affrancato dalle sue origini per venire definitivamente consacrato a danza di valore universale.




 




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